Sviluppo e ritardo del linguaggio nel bambino: rieducazione logopedica


Il bambino presenta nello sviluppo della produzione orale diversi stadi


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Accenno agli stadi dello sviluppo della produzione linguistica del bambino, definizione dei ritardi e sviluppi correlati.

Il bambino presenta nello sviluppo della produzione orale diversi stadi:

 

  • da zero ai due mesi è in grado di comunicare solo tramite il pianto riflesso e suoni vegetativi;
  • da due ai quattro mesi può comunicare tramite vocalizzi e risate
  • da quattro ai sei mesi effettua il gioco vocale (si esprime tramite singoli suoni )
  • da sette ai dieci mesi arriva allo stadio del “babbling canonico” o lallazione canonica, ossia si esprime tramite una stessa sillaba che viene ripetuta (ad esempio”ma ma ma…” o”pa..pa pa..”)
  • da dieci ai dodici mesi arriva ad esprimersi con sillabe variegate (ad esempio “ma pa…pa la…) stadio che viene definito babbling variegato.

 

Dopo i 12 mesi si ha la produzione delle prime parole, in cui si ha la olofrase cioè una frase composta da un'unica parola, per poi ampliare sempre più il lessico fino a formare frasi bitermini con sempre più termini che permettono l’ampliare della frase e renderla il più completa e grammaticalmente corretta possibile intorno ai ventisette-trentotto mesi.


Durante lo sviluppo del linguaggio

attraverso gli stadi che abbiamo grossolanamente individuato, vi può essere un rallentamento nell’evoluzione che il bambino attraversa. Questo rallentamento viene definito Ritardo evolutivo semplice di linguaggio che riporta una prognosi assolutamente positiva dopo un periodo relativamente breve di trattamento logopedico che sarà incentrato sulla stimolazione globale del bambino (con esercizi di stereognosia degli oggetti, associazioni, classificazioni, conversazione su favole e argomenti con album e foto) e sulla correzione del versante espressivo (con esercizi bucco-linguali, esercizi di soffio, esercizi di impostazione dei fonemi e giochi articolatori). Questi bambini che presentano ritardo evolutivo semplice di linguaggio, se non seguiti sono a rischio per successivi problemi specifici di linguaggio. Per convenzione a trentasei mesi è definito il limite per i ritardi transitori. Oltre ai 36 mesi si parla di Disturbo Specifico di Linguaggio (DSL) o disfasia infantile.


Il disturbo specifico di linguaggio

è  un disturbo non conseguente ad altra condizione patologica che consiste nella difficoltà nella comprensione, produzione ed uso del linguaggio con un’evoluzione nel tempo che varia in base alla severità e alla persistenza del disturbo. L’eterogeneità all’interno della popolazione con disturbo specifico di linguaggio è elevata. Si distinguono diversi sottotipi di disturbo specifico di linguaggio (dal manuale diagnostico ICD-10):

 

  • disturbo specifico di articolazione dell’eloquio: condizione nella quale l’uso dei fonemi è inappropriato rispetto all’età cronologica con un normale sviluppo delle abilità lessicali e grammaticali (piano fonologico ritardato o deviante);
  • disturbo del linguaggio espressivo: nel quale la capacità di esprimersi è marcatamente al di sotto del livello atteso quindi si presenta vocabolario ridotto, struttura immatura della frase, errori sintattici e vi possono essere anomalie nell’articolazione ma la comprensione è intatta;
  • disturbo del linguaggio recettivo: che consiste in un deficit più o meno grave della comprensione verbale associato a grave deficit espressivo ed un alto grado di compromissione comportamentale.

 

Per quanto riguarda questi disturbi la diagnosi deve tener conto dell’evoluzione nel tempo monitorando il tipo di cambiamenti e il ritmo in cui questi cambiamenti avvengono per poter distinguere un ritardo semplice di linguaggio da un vero e proprio disturbo specifico.


Nella valutazione

devono essere indagate tutte le aree del linguaggio (versante recettivo, prassico dell’espressione, valutazione del linguaggio spontaneo). Ottenuta una diagnosi funzionale accurata si può iniziare la rieducazione logopedica (eventualmente associata a rieducazione psicomotoria) che seguirà diversi step in base alle compromissioni del linguaggio e alla severità del disturbo. Quindi è importante la formulazione di obiettivi in base alla persona e che siano condivisi con la persona stessa e la famiglia.

 

 

Referente:

Dott.ssa Michela Grazia

 

 

Poliambulatorio Salute in Armonia Santarcangelo Rimini

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